Lo smalto semipermanente è, per molte donne, una vera rivoluzione beauty; è possibile infatti avere unghie sempre belle e curate con il minimo sforzo.

Ma anche lo smalto semipermanente ha un difetto e cioè la ricrescita, estremamente antiestetica e capace di dare alla mano un aspetto sciatto e trasandato.

Dopo 15-20 giorni il semipermanente va assolutamente rimosso perché la ricrescita inizia ad essere davvero troppo evidente. Come fare quindi per rimuovere lo smalto semipermanente? Qual è il metodo più efficace?

Come abbiamo spiegato nell’articolo Come rimuovere lo smalto semipermanente (che se non hai letto ti consigliamo di farlo!) i modi per rimuovere lo smalto semipermanente sono fondamentalmente due e cioè la limatura oppure l’applicazione di uno specifico solvente. Per la limatura è sempre meglio affidarsi a mani esperte per non correre il rischio di limare l’unghia troppo in profondità esponendo quindi la matrice all’azione di funghi e batteri responsabili di brutte infezioni  e per evitare anche microtraumi che a lungo andare potrebbero alterare la naturale forma dell’unghia.

In questo articolo tratteremo invece dei pro e dei contro legati all’utilizzo del solvente per la rimozione dello smalto semipermanente così potrai decidere qual è il metodo più adatto a te.

Solvente per smalto semipermanente: cosa c’è da sapere

Sono molte le donne a temere gli effetti e il fastidio legati alla rimozione dello smalto semipermanente con la lima o con la fresa ma in realtà questa tecnica, se eseguita da specialisti del settore, non crea danno alle unghie dal momento che un occhio esperto sa fino a che punto è necessario limare senza intaccare la matrice ungueale e creare quindi un danno alle unghie.

 

Se però proprio non riesci ad abituarti all’azione della lima non temere non dovrai rinunciare al piacere di avere unghie sempre al top con lo smalto semipermanente perché potrai facilmente rimuoverlo con dei solventi.

Ma quali solventi utilizzare e quali sono i passaggi per un risultato impeccabile?

Esistono dei solventi specifici per smalto semipermanente detti remover però è possibile utilizzare anche il classico acetone che necessiterà solamente di un periodo di posa un po’ più lungo.

I solventi presenti sul mercato hanno tutti una base di acetone e cui poi vengono aggiunti, oltre alle sostanze profumanti, necessarie per rendere meno fastidioso l’odore troppo pungente dell’acido, anche una certa percentuale di etile acetato (o propilene carbonato) e, a volte, di alcol metilico. Negli ultimi anni stanno diventando sempre più facili da trovare in commercio anche i solvente base naturale, ovviamente l’azione sugli smalti semipermanenti non è sempre eccellente mentre sono perfetti per gli smalti classici. 

Molti solventi, al fine di essere più delicati sulla pelle e sulle unghie, sono addizionati con vitamine (soprattutto la vitamina E o tocoferolo indispensabile per avere unghie forti e sempre lucenti) ed oli naturali (come l’olio di mandorle o l’olio di cocco utilissimi per contrastare l’effetto “disidratante” del solvente) o sostanze emollienti come la glicerina. Tutti i solventi, in primis l’acetone, agiscono creando una sorta di disidratazione dell’unghia andando ad agire  sul quantitativo di acqua e sullo strato lipidico dell’unghia.

 

Ma come fare per rimuovere lo smalto semipermanente con il solvente?

Veniamo al dunque e cioè a passaggi necessari per la rimozione dello smalto semipermanente senza il bisogno della lima. Tutto quello che ci servirà sarà il nostro solvente, un bastoncino di legno d’arancio, dei dischetti di cotone (quelli utilizzati solitamente per rimuovere il make up), dei quadratini di carta stagnola della dimensione di circa 5 cm x 5 cm e una lima.

Il primo passaggio prevede una leggera limatura della superficie ungueale in modo da rimuovere lo strato lucido dello smalto e rendere più agevole la penetrazione del solvente; non preoccuparti di essere molto precisa, basterà fermarsi non appena vedi l’unghia opaca. A questo punto prendi il dischetto struccante (potrai anche tagliarlo a metà perché non serve tanto grande) e imbevilo nel solvente. Appoggialo sulla superficie dell’unghia e arrotolaci sopra il quadratino di carta stagnola. Ripeti lo stesso procedimento su tutte le dita, iniziando magari dalla mano con la quale hai meno abilità (cioè la sinistra per le destrimani e la destra per le mancine) per non avere anche l’ingombro dei cartocci di carta stagnola.

Quando avrai completato il lavoro su tutte e dieci le dita, con l’aiuto di un timer, lascia in posa il solvente per 15 minuti (con i remover a base di etile acetato o di propilene carbonato i tempi si riducono notevolmente, infatti bastano soli 5 minuti di posa) e quindi rimuovi il cartoccio di carta stagnola. Una volta tolta la carta stagnola e il dischetto di cotone imbevuto vedrai delle crepe e delle increspature nello smalto; è questo il segno che lo smalto si è ammorbidito e quindi, con l’aiuto di un bastoncino di legno di arancio, potrai sollevarlo e rimuoverlo con facilità.

Eliminate le ultime tracce di smalto semipermanente non ti resterà che effettuare una leggera limatura per livellare l’unghia e sei pronta per la prossima applicazione. 

Il consiglio furbo è quello di procedere alla rimozione dello smalto la sera, applicare poi delle gocce di olio di mandorle da massaggiare su ogni unghia, lasciarle agire per tutte la notte e procedere quindi alla nuova applicazione dello smalto il giorno dopo così da avere unghie sane e nutrite.

 

Hai visto? rimuovere lo smalto semipermanente con il solvente è molto semplice e non crea danni importanti alle unghie a patto però di acquistare sempre prodotti di qualità e non prodotti scadenti addizionati magari con sostanze chimiche tossiche o dannose.