Storia dello smalto, ovvero, storia di tutte noi

Nulla nasce mai per caso e (a volte) è da piccole attenzioni e piccole cose che vengono fuori le idee che diventano cult e persistono nel tempo, senza mai passare di moda.

Questo, ragazze care, è proprio il caso dello smalto per unghie.

Dentro quelle piccole boccette che utilizziamo ogni giorno si mescolano tradizioni, leggende e racconti di culture e di donne che insieme allo smalto hanno fatto la storia della moda, creando i concept e i mood ai quali ci ispiriamo oggi.

Storia dello smalto: uno sguardo sul passato

La sua storia è a dir poco affascinante e noi abbiamo deciso di narrarvela (un po’ per gioco), soprattutto, per passione.

Origini lontane

Non mero simbolo estetico, ma molto di più. Lo smalto nasce in tempi antichi con la funzione di indicatore dello status sociale. Questa caratteristica, infatti, è stata riscontrata in più di una cultura.

In Cina, per esempio, colori come l’oro e l’argento venivano utilizzati da aristocratici e nobili, mentre per il ceto medio il colore identificativo era il rosa. Ancora, gli Egizi, che amavano i toni più caldi, prediligevano il rosso (di ogni sfumatura) di cui le regine in primis furono forti estimatrici. Non ultimi per merito gli Inca, ai quali dobbiamo l’invenzione della nail art (le loro unghie, infatti, non erano decorate solo con smalto a tinta unita, ma con disegni e stemmi in mood geometrici e floreali).

Il passo significativo

La storia e la moda vanno avanti e nel 1911 entra in scena Cutex, il marchio fondato da Northam Warren, autore della formula del primo prodotto creato ad hoc per le unghie, ovvero Cutex, l’omonimo liquido da utilizzare per la rimozione delle cuticole e per lo sbiancamento delle unghie.

Il successo (come ovvio) non tarda ad arrivare e porta lo stesso Warren ad ampliare la linea di prodotti creando anche quella che è, di fatto, l’antenata della nostra boccetta per lo smalto: una bottiglina sigillata con pennello applicatore a parte.

Gli anni 20 e la moon manicure

Gli anni 20 sono un po’ un banco di prova per lo smalto, le donne e la voglia di cambiamento. È in questo periodo, infatti, che ci si allontana dall’idea della manicure basica (unghie corte e un velo di trasparente) per approcciare a quella decorativa e più estroversa come la moon manicure.

Gli anni 30: Revlon e il mito nel tempo

Fautori e complici del cambiamento furono Charles e Joseph Revson, con il chimico Charles Lachman che, ispirati dalle vernici per auto, decisero di dare anche alle donne l’opportunità di poter sfoggiare colori e nuove tonalità. È così che nasce Revlon, mito nel tempo since 1932!

L’azienda fu la prima a lanciare sul mercato i creamy polish di un irresistibile colore rosso scarlatto da abbinare rigorosamente allo smalto e da cambiare e adattare alla stagione, lo smalto assume il tratto definitivo di un accessorio alla moda immancabile per ogni donna (le idee rivoluzionarie, quelle belle e di stile).

Sarà finita, penserete voi, e invece no! Gli anni 30 non portano solo alla nascita della Revlon, ma anche a quella delle prime unghie finte. Nel 1934 il dentista Maxwell Lappe deposita il primo brevetto per la tecnica di estensione delle unghie.

40’ e 50’: gli anni delle dive

Gli anni 40 e 50 sono quelli del boom e, in questo contesto, anche le donne vogliono riprendersi e sperimentano i look nuovi proposti dalle case produttrici. La tonalità preferita? Il rosso in ogni sua nuance. La forma? Possibilmente allungata per unghie sensuali come quelle di Rita Hayworth. L’attrice, infatti, divenne madrina (o meglio ambassador) del trend insieme ad altre dive fiere amanti del rosso: Audrey Hepburn e Marylin Monroe.

60’ e 70’: revolutionary road

Dalle dive alla Pop Art il passo è breve. Gli anni 60 e 70, infatti, sono di cambiamento e simbolo di queste decadi sono le donne che intraprendono una revolutionary road che le fa evadere dalle regole e dagli standard sociali. Via alla libertà culturale e non, via a unghie corte e a colori pastello e vivaci, via allo spirito libero intriso di Pop Art.

80’ e 90’: madonna, il punk e il pop

Dopo il passato cambiamento radicale gli anni 80 e 90 diventano un miscuglio di stili e colori. Il make up artist e fondatore del brand Orly, Jeff Pink, introduce la moda della french manicure, esplode il boom dell’acrilico, i colori vanno dalle tinte fluo e brillanti a quelle nere e rosso scuro legate al punk, la forma diventa ovale e lunga come quella prediletta da Madonna e Cher.

Oggi? Nuove icone e grandi ritorni

Se c’è una cosa che caratterizza la moda oggi è quella dei grandi ritorni accostati sempre però a un pizzico di nuovo. Le nail art diventano più creative ma non per questo dimenticano il passato (ogni anno le passerelle ci propongono stili a volte nuovi e a volte da ripercorrere), le tecniche di ricostruzione sono sempre più innovative perché costruite e perfezionate su quelle di base e la scelta tra i prodotti da usare per la cura e la creazione diventa sempre più ampia.

Alla fine? Sì, la sua storia è anche la nostra!

Dopo tutto questo tempo e i cambiamenti vissuti insieme ci sembra il caso di affermare che davvero la storia dello smalto è la storia di tutte noi!